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Dehors: servono regole per sostenere le attività e garantire decoro, non per penalizzare

Dehors: servono regole per sostenere le attività e garantire decoro, non per penalizzare
  • PublishedSettembre 16, 2025

La decisione di modificare l’articolo 67 del Regolamento edilizio, imponendo la rimozione delle chiusure vetrate tra aprile e settembre, rischia di avere conseguenze pesantissime su bar, ristoranti e locali del centro storico e delle zone turistiche di Como.

Ristorazione e svago: un pilastro dell’accoglienza

Non si può dimenticare che, dopo hotel e alloggi, il settore della ristorazione rappresenta la spina dorsale dell’accoglienza turistica. Limitare la possibilità di accogliere clienti all’aperto significa ridurre posti a sedere, abbassare gli incassi e mettere in difficoltà un comparto che già oggi deve fronteggiare costi energetici alle stelle e margini sempre più ridotti.

Una città che vive di turismo

Como non è più la città di vent’anni fa. I flussi turistici si distribuiscono ormai durante tutto l’anno e la città ha bisogno di strutture adeguate a offrire servizi 12 mesi su 12. Fingere che il turismo sia solo stagionale, imponendo dehors solo per sei mesi, significa non capire la direzione in cui Como si sta muovendo e, peggio, ostacolarla.

Investimenti a rischio

Molte attività hanno investito migliaia di euro in strutture autorizzate, in materiali resistenti e soluzioni di qualità. Dire oggi che queste strutture possono essere usate solo metà anno significa compromettere l’ammortamento degli investimenti fatti e ridurre drasticamente la competitività delle imprese. Non è così che si governa una città, non è così che si sostiene chi lavora.

Il vero nodo: il decoro urbano

Il punto è che la giunta non ha motivato questo intervento con questioni di decoro urbano. Eppure, se davvero si vuole mettere mano alla materia, quella dovrebbe essere la strada: un regolamento che favorisca, agevoli e garantisca il decoro urbano, non che penalizzi indiscriminatamente un intero comparto. Dove ci sono dehors trascurati, brutti o mal tenuti, si intervenga con controlli e prescrizioni precise. Dove invece le strutture rispettano criteri estetici e funzionali, non c’è motivo di limitarne l’utilizzo.

Clima e sicurezza

C’è poi un altro dato che non si può ignorare: il clima. Le condizioni meteo sono imprevedibili, con temporali improvvisi e vento forte. Pensare di sostituire strutture solide con soli ombrelloni è pericoloso e anacronistico. Servono dehors sicuri, ben fissati e resistenti, non soluzioni improvvisate che al primo temporale rischiano di volare via.


Le alternative possibili

Un regolamento moderno potrebbe garantire decoro e sicurezza senza distruggere le attività:

  • stabilire criteri estetici chiari (colori, materiali, proporzioni);

  • prevedere controlli periodici sul mantenimento del decoro urbano;

  • modulare i canoni in base alla qualità delle strutture, premiando chi investe meglio;

  • introdurre un periodo transitorio che consenta di ammortizzare gli investimenti già effettuati.


Invece di sostenere le attività che rendono Como viva e accogliente, si rischia di colpirle con regole inutilmente punitive. La città ha bisogno di un regolamento che guardi al futuro, che accompagni la sua vocazione turistica e che sappia unire decoro, sicurezza e lavoro. Bloccare chi crea valore per la comunità non è mai la strada giusta.

Written By
Ivan Invernizzi

Chief Operating Officer presso un'azienda di servizi alle imprese con sede a Monaco di Baviera, specializzata nella gestione del post-vendita per i settori automotive e industriale. Nato e cresciuto a Como, vanta una solida esperienza nel settore automotive, nella gestione operativa aziendale, nel coordinamento di centrali operative e nell’interazione con i reparti di sviluppo prodotto. Le sue competenze includono una profonda conoscenza della mobilità e della viabilità, con particolare attenzione alla sostenibilità dei mezzi di trasporto.