Cari amici,
Non ho dubbi che Communis sia ormai diventata una preziosa occasione di crescita, ma soprattutto un luogo di confronto tra tutti i livelli politici e istituzionali del nostro partito.
Questo evento è cresciuto esponenzialmente in questi anni, sia in termini di livello che di partecipazione, e credo sia evidente che quello odierno rappresenti l’apice di un percorso di evoluzione di cui ringrazio tutti gli organizzatori, in particolare gli amici Stefano Molinari e Alessandro Nardone.
Un ringraziamento che estendo anche a tutti coloro che, con dedizione e passione, contribuiscono ogni anno a rendere Communis un momento di autentica comunità politica e umana.
Auspico che il prossimo evento, dopo essere passato per Cantù e ora per Como, nella splendida cornice di questa villa settecentesca, possa essere organizzato anche a Erba, la nostra città, negli ampi e prestigiosi spazi di Lariofiere.
C’è molto, purtroppo, che non funziona nel territorio lariano.
La migliore espressione per descrivere la situazione è quella mutuata dal sottotitolo di questa manifestazione: davvero “MERITIAMO DI PIÙ”.
Ma non solo.
In realtà, non solo meritiamo di più, ma non possiamo più tollerare che alla guida delle amministrazioni di un territorio così importante, come quello lariano, siedano personaggi egocentrici e autoreferenziali.
Non meritiamo sindaci chiusi al confronto — non solo all’interno delle proprie amministrazioni — ma anche con il territorio e con le comunità che rappresentano.
Non possiamo continuare ad accettare atteggiamenti autoritari, dileggianti o denigratori da parte di chi, invece, dovrebbe occuparsi con umiltà e senso del dovere delle necessità dei propri cittadini.
Chi amministra deve saper ascoltare, condividere, valutare e, solo dopo, decidere.
Fateci caso: forse perché figli dei tempi, abbiamo più di un esempio in merito, proprio qui, in terra lariana.
E in ciascuna di queste situazioni il primo risultato è sempre lo stesso: l’annichilimento delle funzioni collegiali delle giunte e l’avvilimento del confronto consiliare.
Tutto ciò viene spesso giustificato sull’altare della presunta necessità di “fare” o di “fare presto”, come se condividere e valutare fossero sinonimi di immobilismo.
Molti dei nostri cittadini, affascinati da simili approcci, non hanno ancora compreso che c’è una sola cosa peggiore del non riuscire a fare le cose: fare le cose sbagliate.
E quando si governa con arroganza, senza visione e senza confronto, il prezzo degli errori ricade inevitabilmente sulla comunità.
Fratelli d’Italia ha il dovere e il diritto di proporre, in terra lariana, amministratori equilibrati, competenti e capaci di ascoltare, e di assumere posizioni chiare nei confronti di chi interpreta il ruolo pubblico come una prerogativa personale.
Il nostro partito nasce per restituire alla politica senso di responsabilità, coerenza e servizio.
Dobbiamo dimostrare, con i fatti, che esiste un modo diverso di amministrare: serio, trasparente e vicino alle persone.
Tra questi ultimi esempi negativi, sfido chiunque a individuare in terra lariana un solo amministratore espressione di Fratelli d’Italia.
In realtà, è vero il contrario: nelle (ancora) poche amministrazioni che guidiamo, siamo rappresentati da persone capaci, apprezzate per equilibrio, competenza e disponibilità.
Ne sono prova i Comuni di Asso, Anzano, Proserpio e Alzate, solo per citare la zona dell’Erbese.
Dobbiamo fare di tutto per aumentare i Comuni lariani guidati da nostri rappresentanti, senza esitazioni e senza timori reverenziali nei confronti di chicchessia.
Le alleanze sono importanti, ma non devono mai tradursi in subalternità politica o inesistenti ruoli primogeniturali.
Il consenso conquistato con il lavoro, la credibilità e la serietà ci dà oggi la forza di rivendicare il nostro ruolo da protagonisti.
Abbiamo grandi opportunità di crescita in provincia di Como, per avvicinare il nostro peso nelle amministrazioni locali a quello, straordinario, ottenuto a livello nazionale dalla nostra leader Giorgia Meloni.
Sarebbe un errore credere di poter scindere il valore del consenso nazionale da quello locale.
Abbiamo gli ideali, la struttura e le persone giuste per consolidare e far crescere la nostra presenza.
Il futuro del partito passa anche dalla capacità di radicarsi nei territori, di valorizzare i giovani, di formare una nuova classe dirigente pronta, preparata e orgogliosa di rappresentare Fratelli d’Italia nelle istituzioni.
Non dimentichiamo infine il ruolo, spesso sottovalutato, delle province, che auspico possano presto essere oggetto del tanto atteso intervento normativo capace di restituire loro una governance di primo livello, un ruolo chiaro, risorse adeguate e piene funzioni.
Solo così le province potranno tornare a essere ciò che devono: un punto di equilibrio tra Comuni e Regione, un luogo di sintesi politica e amministrativa al servizio dei cittadini.
Grazie e a tutti Voi un affettuoso saluto
Claudio Ghislanzoni



