Vorrei affrontare un tema che riguarda da vicino la nostra provincia: quello dell’immigrazione, in particolare dell’immigrazione clandestina, e dei fenomeni di microcriminalità ad essa collegati.
Negli ultimi anni, alcune aree del territorio comasco sono state interessate da reati legati allo spaccio di stupefacenti nelle zone boschive e da furti nei supermercati e nei negozi.
Le forze dell’ordine hanno condotto numerose operazioni contro lo spaccio, intervenendo in diverse aree periferiche con blitz e azioni coordinate, che hanno portato a sequestri e arresti. Tuttavia, resta evidente che il fenomeno non è stato ancora del tutto contenuto.
Accanto a questo, si registra anche il problema dei furti nella grande distribuzione e nei negozi, più volte riportato dalla cronaca locale, con denunce, indagini e arresti. In diversi casi, le persone fermate sono risultate straniere e irregolari sul territorio.
Un sistema amministrativo rallentato e inefficace
Le istituzioni locali competenti, come la Prefettura e gli uffici immigrazione della Questura, spesso non riescono a gestire tempestivamente le situazioni emergenti.
I ritardi derivano dalla grande mole di pratiche inevase, conseguenza di politiche insensate e prive di criterio attuate dai precedenti governi di sinistra.
Queste scelte hanno contribuito, anche nella nostra provincia, alla nascita di una “zona grigia”: un’area sociale e amministrativa in cui si accumulano casi di immigrazione irregolare e di difficile gestione.
Tale zona grigia aumenta il rischio che molti irregolari finiscano nei circuiti illegali legati alla criminalità organizzata e alle reti di spaccio.
Il risultato è un sistema quasi saturato, con procedure di identificazione, regolarizzazione o espulsione lente e spesso inefficaci.
Più sicurezza e procedure più rapide
Ritengo necessario rafforzare la sicurezza nei nostri territori, aumentando i controlli e velocizzando i percorsi legali per chi ha diritto all’inclusione.
Allo stesso tempo, bisogna procedere più rapidamente con le espulsioni di chi è irregolare sul territorio.
Solo eliminando queste zone grigie potremo tornare a una condizione di normalità e legalità.
Proposte operative per il territorio comasco
In attesa di una soluzione definitiva, propongo alcune misure immediate:
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Aumento dei servizi di pattugliamento e dei controlli mirati nelle zone boschive e nelle aree commerciali più colpite, con operazioni congiunte di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, da rendere parte di un piano permanente.
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Maggior coordinamento dell’intelligence locale, con la condivisione di dati e informazioni tra le forze dell’ordine.
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Misure anti-taccheggio nei negozi: formazione del personale, sistemi di videosorveglianza nelle aree sensibili e sportelli di segnalazione rapida.
Fermezza, determinazione e controllo
Per contenere e arginare questi fenomeni è indispensabile agire con fermezza e determinazione, procedendo con identificazioni ed espulsioni rapide, anche attraverso i centri di verifica e rimpatrio in Albania.
Ritengo che questa sia l’unica via realmente efficace per regolamentare l’immigrazione e rendere più sicure le nostre città.



