Sat, Jan 24, 2026
Editoriali

La tassa che rischia di spegnere il brand “Como Lake”

La tassa che rischia di spegnere il brand “Como Lake”
  • PublishedOttobre 19, 2025

Como è un marchio che non ha bisogno di presentazioni.

Il mondo intero conosce la bellezza del suo lago, la raffinatezza della sua accoglienza, il fascino di una città capace di fondere storia, natura e stile.

Un patrimonio che andrebbe custodito con cura e con lungimiranza, perché – come accade alle cose rare – basta poco per rovinarlo.

 

In questi giorni si discute dell’introduzione di una tassa di soggiorno di 12 euro a notte.

Una cifra importante, che inevitabilmente fa riflettere: può una città come Como permettersi di chiedere tanto a chi sceglie di visitarla, pernottare, consumare, investire sul territorio?

E, soprattutto, ha davvero bisogno di farlo?

 

Il dato economico dice il contrario.

Il Comune di Como ha chiuso il bilancio consolidato con oltre 115 milioni di euro di avanzo disponibile.

Un risultato più che positivo, che dovrebbe consentire di rafforzare i servizi, investire nel decoro urbano, migliorare l’offerta turistica e consolidare il brand “Como Lake”.

Invece si sceglie la via più facile, ma anche la più pericolosa: quella di tassare il turista, come se il turismo fosse una fonte di gettito e non una leva di sviluppo.

 

La verità è che il turismo non si improvvisa.

Non si alimenta con nuovi balzelli, ma con strategie, visione e intelligenza amministrativa.

Ogni tassa che non restituisce valore in servizi, accoglienza e promozione è un autogol, e rischia di incrinare l’immagine stessa della città.

Perché il visitatore che si sente “spremuto” non torna, e soprattutto non parla bene di chi lo ha accolto.

 

Eppure proprio ora Como dovrebbe prepararsi a un appuntamento storico: il 2027 segnerà i 200 anni dalla morte di Alessandro Volta, il genio che ha illuminato la storia con la forza dell’intuizione e dell’innovazione.

Un’occasione straordinaria per ripensare la città, rilanciarne il ruolo culturale e turistico, farne un laboratorio di idee e non un terreno di imposizioni fiscali.

Sarebbe bello che quella stessa luce guidasse anche le scelte amministrative, spingendo verso politiche capaci di valorizzare, non di gravare.

 

Como non ha bisogno di nuove tasse.

Ha bisogno di progetti, idee e coraggio amministrativo.

Ha bisogno di credere che il turismo non è un lusso, ma una ricchezza condivisa.

 

Perché un brand come Como Lake non si tassa: si protegge.

E quando un territorio smette di proteggere la propria bellezza, rischia di trasformarla in una bolla da dodici euro a notte.

Written By
Valeriano Maspero

Vicesindaco Cantù con delega a Bilancio a Tributi, Marketing Territoriale e Digitalizzazione | Responsabile Dipartimento Enti Locali per la Provincia di Como in Fratelli d’Italia