Sat, Jan 17, 2026
Politica

I luoghi comuni e il rischio per Como

I luoghi comuni e il rischio per Como
  • PublishedNovembre 21, 2025

L’episodio è noto: durante una seduta del consiglio comunale di Como, il sindaco Alessandro Rapinese si è rivolto alla consigliera del PD Patrizia Lissi dicendole che «sembrava una tabaccaia della Valtellina».

La frase ha generato immediate proteste politiche e territoriali, fino a spingere il sindaco – in seguito – a scusarsi pubblicamente con «le tabaccaie valtellinesi»,  ma non con la consigliera comunale, riconoscendo l’infelicità dell’espressione.

Il punto non è soltanto la battuta: è ciò che rivela.

Quando un rappresentante istituzionale sceglie l’appellativo ironico, stereotipato o denigratorio al posto dell’argomentazione, l’istituzione stessa perde credibilità.

E un insulto, se ripetuto o amplificato, può trasformarsi in un’etichetta che rimane.

Per capire come funziona questo meccanismo, bastano alcuni casi noti:

   •   Silvio Berlusconi – “Il Cavaliere

Un appellativo diventato marchio identitario, derivato dal titolo di Cavaliere del Lavoro.

   •   Matteo Renzi – “Il Rottamatore

Soprannome politico da lui stesso rivendicato durante la sua fase di ascesa.

   •   Matteo Salvini – “Il Capitano

Etichetta diffusa dai suoi sostenitori, divenuta simbolo del suo ruolo di leader.

   •   Palmiro Togliatti – “Il Migliore

Un soprannome storico usato all’interno del suo stesso partito.

   •   Bettino Craxi – “Il Cinghialone

Appellativo giornalistico, spesso usato in modo ironico o critico.

   •   Giorgia Meloni – “La Pesciarola

Usato in chiave scherzosa da alcuni cronisti romani, richiamando il suo stile comunicativo diretto e l’immaginario popolare del mercato rionale.

Questi soprannomi funzionano perché condensano in una parola un’immagine, un giudizio, un’intera narrazione pubblica, positiva o negativa.

Ma Se un sindaco utilizza appellativi per delegittimare un avversario, e lo fa con toni sgradevoli, arroganti o urlati, il rischio è che proprio quel suo comportamento diventi esso stesso un pericolo per i cittadini che egli rappresenta.

Non l’offesa del momento, ma il fatto che un nome possa trasformarsi – suo malgrado – nel simbolo di un modo di comportarsi.

Un rischio reale, che nasce ogni volta che la politica abbandona il rispetto e sceglie la caricatura e che rischia di creare luoghi comuni difficili da sradicare.

E il rischio peggiore, a discapito dell’immagine della nostra città, è proprio questo,

che, d’ora in poi, di fronte a una persona maleducata, aggressiva, urlatrice, incapace di rispettare il confronto, qualcuno possa dire:

“Ecco, sei come il sindaco di Como”

Written By
Guido Corti

Project Manager IT e Stella di Bronzo al Merito Sportivo del CONI. Panathleta e membro della ASSI Sport Manager. Presidente di un comitato provinciale di un Ente di promozione sportiva, di associazione sportiva, Perito informatico e docente digitale. Ha sempre coniugato le passioni in Informatica, Sport e organizzazione eventi, trasformandole in progetti di successo a livello locale, nazionale e internazionale. Collaboratore di associazioni nazionali del Terzo Settore, non hai mai dimenticato l'impegno politico e civile a favore del territorio, avendo fatto parte del consiglio di Circoscrizione n.5 di Como, di consulte cittadine e candidandosi più volte ad elezioni amministrative, compresa la corsa alla carica di Sindaco di Casnate con Bernate. Membro dell'Assemblea Cittadini di Fratelli d'Italia.